Oggi Il Politecnico di Kerč’, in Crimea, è stato teatro di una terribile esplosione che ha coinvolto diverse persone.
I morti accertati al momento sono 18 (ma alcuni media sostengono 19) di cui quasi tutti studenti dai 15 ai 17 anni, mentre non è ancora noto il numero dei feriti. Secondo l’agenzia stampa Tass, l’esplosione sarebbe avvenuta all’ora di pranzo nella mensa della scuola, causata da un ordigno composto da schegge metalliche. Dalla ricostruzione dei fatti emerge che prima della deflagrazione si sono registrati degli spari da arma da fuoco nei corridoi della scuola, tuttavia non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto.Alcuni testimoni, hanno dichiarato da subito di aver avvistato un uomo che indossava un paio di jeans e una giacca verde, aggirarsi nei corridoi del primo piano.
La presenza dell’ordigno, invece, è stata confermata dal National Antiterrorist Committee (NAC). Andrei Przhezdomsky, portavoce ufficiale del NAC, sul canale televisivo Russia24 (VGTRK), ha dichiarato “La direzione dei vertici del quartier generale operativo (NAK), forze e mezzi dell’FSB, agenzie per gli affari interni e il Ministero delle Emergenze, lavorano per gestire l’emergenza”. Inoltre ha aggiunto che il territorio è stato isolato e che tutte le forze stanno lavorando per chiarire le cause dell’accaduto e accertarsi sull’eventuale rischio, o meno, di ulteriori esplosioni.
“La direzione dei vertici del quartier generale operativo (NAK), forze e mezzi dell’FSB, agenzie per gli affari interni e il Ministero delle Emergenze, lavorano per gestire l’emergenza”
Andrei Przhezdomsky
Ecco un video che riprende i primi momenti della tragedia.
Sergej Alksënov, Capo della Repubblica di Crimea dal 2014, ha reso noto, successivamente, che l’autore dell’esplosione è uno studente del quarto anno di 18 anni, di nome Vladislav Roslyakov, che si sarebbe suicidato dopo l’attacco ” Il sospetto assalitore si è sparato. Era al quarto anno dell’istituto professionale di Kerch. Il suo corpo è stato trovato in biblioteca al secondo piano”.
Ovviamente non sono mancate le reazioni da parte delle istituzioni russe.Vladimir Putin ha immediatamente manifestato la sua solidarietà alle famiglie delle vittime e ha annunciato di aver incaricato il Ministero della Sanità e il Ministero delle Situazioni di Emergenza di fornire tutto il sostegno necessario. Allo stesso tempo, il primo ministro Dmitrij Medvedev ha incaricato il Ministro della Pubblica Istruzione, Olga Vasilyeva, di recarsi in Crimea per verificare la situazione e organizzare le operazioni di assistenza.
Inoltre il portavoce del Presidente russo, Dmitrij Peskov, aveva inizialmente dichiarato che era stata presa in considerazione la possibilità che l’esplosione fosse il frutto di un attentato terroristico, ipotesi poco dopo smentita dalle autorità investigative che hanno riclassificato il caso come “omicidio”.
Nonostante siano ancora in corso gli accertamenti sulla natura dell’attacco, al momento trova maggiore sostegno la tesi dell’azione solitaria. Risulta, tuttavia, di facile comprensione il motivo per cui sia rimbalzata subito l’ipotesi di terrorismo. Ricordiamo infatti che la penisola, annessa alla Russia nel 2014, è stata, e continua ad essere, terreno di forti criticità geopolitiche. Inoltre, la città di Kerč’, che è situata tra il Mar d’Azov e il Mar Nero, ha una funzione altamente strategica nella politica di annessione russa. Non a caso il 15 Maggio, il Presidente Vladimir Putin aveva inaugurato il ponte, lungo 19 km che, estendendosi dalla Crimea alla Russia continentale, ha assunto una funzione che potremmo considerare prevalentemente politica: l’affermazione materiale dell’integrazione politica della Crimea alla Russia.
Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.

Gli sfidanti
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